Gagliano Giuseppe Il rifiuto della modernità nella interpretazione di Paolo Rossi

Rossi (propr. Rossi Monti), Paolo Storico italiano della filosofia e della scienza (n. Urbino 1923). Ha insegnato nelle univv. di Milano, Cagliari, Bologna e Firenze. Allievo di Banfi, fu poi vicino a Garin, che lo indirizzò alle ricerche di storia della cultura e della filosofia rinascimentali (da ricordare, in quest’ambito, la monografia del 1952 su Aconcio). Successivamente ha sempre più focalizzato i suoi interessi sulla cultura filosofica e scientifica tra Quattrocento e Settecento, contribuendo a chiarire importanti e spesso trascurati aspetti della transizione dalla cultura tardomedievale alla scienza moderna. In questa prospettiva dev’essere innanzitutto segnalata la sua opera su F. Bacone, volta a ricostruire, in partic., i motivi della tradizione magico-alchimistica e di quella dialettico-retorica con cui si confronta il pensiero baconiano. Di notevole rilievo sono le indagini sul rapporto tra arti meccaniche e conoscenza della natura, tra fare e sapere, con cui R. ha messo in evidenza la rilevanza storica delle tecniche artigianali e del loro influsso sul pensiero filosofico-scientifico per la nascita dei nuovi paradigmi conoscitivi che avrebbero condotto alla dissoluzione della concezione contemplativa del sapere, di origine greca, e all’affermarsi della concezione pratica e operativa caratteristica della scienza moderna. Da ricordare inoltre i suoi lavori sull’arte della memoria, sulla logica combinatoria e su Vico. Le ricerche di R. si segnalano soprattutto per la capacità di individuare zone di intersezione culturale, superando le barriere disciplinari proprie di tanta storiografia tradizionale e mirando a fornire contributi rientranti in una più vasta storia delle idee. Il lavoro concreto di storico non gli ha impedito, inoltre, di riflettere sulla metodologia della storiografia e, soprattutto, sul rapporto tra storia della scienza e filosofia della scienza. Le sue opere principali sono: Giacomo Aconcio (1952); Francesco Bacone: dalla magia alla scienza (1957, 2a ed. 1974); Clavis universalis: arti mnemoniche e logica combinatoria da Lullo a Leibniz (1960); I filosofi e le macchine (1962); Le sterminate antichità: studi vichiani (1969); Storia e filosofia (1969); La rivoluzione scientifica da Copernico a Newton (1973); Immagini della scienza (1977); I segni del tempo. Storia della Terra e delle nazioni da Hooke a Vico (1979); I ragni e le formiche. Un’apologia della storia della scienza (1986); Il passato, la memoria, l’oblio (1992); La nascita della scienza moderna in Europa (1997). Ha inoltre diretto le opere Storia della scienza moderna e contemporanea (5 voll., 1988) e La filosofia (4 voll., 1995).

Gagliano Giuseppe Utopia,messianesimo e violenza rivoluzionaria nel pensiero marxista

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Gagliano Giuseppe La democrazia totalitaria nella riflessione di J.J.Rousseau,Robesbierre e Saint-Just

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Giangiuseppe Pili Guerra e società nel mondo antico Analisi e riflessioni dall’opera di Yvon Garlan

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Giangiuseppe Pili Riflessioni su “Sorvegliare e punire. La nascita della prigione” di Michel Foucault: la storia del Grande fratello, ovvero della nostra società

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Giangiuseppe Pili Per la pace perpetua: la via della pace di Immanuel Kant

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Giangiuseppe Pili si è laureato in Filosofia all’Università di Siena nel 2009, con una tesi di filosofia moderna, Modelli dell’individuo liberale, col massimo dei voti. Si specializza alla libera Università Vita-Salute San Raffaele con una tesi sull’epistemologia contemporanea di stampo analitico, Affidabilismo e il valore della conoscenza: sull’epistemologia di Alvin Goldman, col massimo dei voti. Appassionato scacchista, ha pubblicato un libro sugli scacchi e filosofia: Un mistero in bianco e nero. La filosofia degli scacchi. Dal gennaio 2013 è membro non strutturato della SIFA (Società Italiana Filosofia Analitica). Ha scritto articoli su vari temi che spaziano dagli scacchi alla divulgazione della matematica. Gestisce un portale libero di filosofia: www.scuolafilosofica.com. Attualmente si interessa di temi attinenti alla storia militare, warfare, filosofia della guerra.

 

Pubblicazioni

– Un mistero in bianco e nero. La filosofia degli scacchi, Le due Torri, Bologna, 2012. (saggio)

 

– 2001, Filosofia negli scacchi, Scacchitalia, 2010,

http://www.federscacchi.it/scacchitalia/2010/scacchitalia2010_1_S.pdf (saggio)

 

– “La teoria della probabilità è controintuitiva?”, Xla Tangente, n. 32, p. 40, ISSN: 1971-0445.

– “La penultima bella idea”, Xla Tangente, n. 37, p. 35, ISSN: 1971-0445.

 

– “Noi scacchisti, esseri creativi”, L’Italia Scacchistica, n.5, ISSN 0021-2849.

 

Sono in via di pubblicazione per la rivista L’Italia scacchistica

-”Lasker e La lotta: la filosofia di un maestro”, L’Italia Scacchistica.

-”La logica e gli scacchi: una questione di completezza”, L’Italia Scacchistica.

 

Gagliano Giuseppe Aspetti della sociologia politica contemporanea

 

Il breve saggio che presentiamo sulla sociologia  -relativo in particolare ai contributi di Alain Touraine e Alberto Melucci nell’ambito della sociologia dei movimenti sociali e a quelli di Slavoj Žižek, Mauro Magatti, Ulrich Beck e Zygmunt Bauman relativi alla sociologia politica globalmente intesa-ha lo scopo non di esporre in modo esaustivo il loro approccio alla realtà politica e sociale ma in primo luogo quello di individuare i presupposti filosofico-politici presenti nelle loro riflessioni,presupposti che ne inficiano la credibilità scientifica mostrando come- dal punto di vista epistemologico- la sociologia politica risulti essere una interpretazione parziale,faziosa e ideologicamente orientata (speculare per esempio a quella della filosofia della politica dalla quale la sociologia vorrebbe smarcarsi pretendendo una inconsistente legittimità scientifica).Sotto questo profilo,ad esempio,l’interpretazione di Raymond Aron della maggio parigino ha la stessa “validità scientifica” di quella di Alain Touraine , di Gille Deleuze o di Michel Foucault.

In secondo luogo le riflessioni dei sociologi presi brevemente in considerazione in questo saggio risultano essere-complessivamente interpretate-una variante aggiornata di quelle della Scuola di Francoforte.

In terzo luogo una lettura attenta della bibliografia che i sociologi presi in considerazione riportano a conclusione dei loro volumi ci consente di affermare che la loro interpretazione della realtà contemporanea sia in buona sostanza una rielaborazione di riflessioni ampiamente note e non il frutto di una lettura originale. Un limite questo d’altronde presente nella maggior parte della saggistica sociologica,filosofica e politologica attuale,un limite che non senza ironia potremmo definire tipicamente accademico.

Infine,ed è il quarto aspetto che evidenziamo,l’attenzione rivolta ai movimenti sociali- a cominciare dai saggi di Melucci e Touraine-è storicamente nata non solo allo scopo  di legittimarli politicamente ma è nata dalla speranza-tipicamente socialista-che questi possano porre in essere le aspettative andate deluse del sessantotto.  

 

 

 

 

 

Gagliano Giuseppe Modernità e nichilismo nell’interpretazione di Ernst Jünger

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L’interpretazione della società contemporanea secondo Ulrick Beck

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Ulrick Beck, Conditio humana. Il rischio nell’età globale,Laterza,2011

Ulrick Beck, Potere e contropotere nell’età globale,Laterza,2010

L’interpretazione della società contemporanea secondo Slavoj Zizek

Slavoj Zizek, Un anno sognato pericolosamente. Frammenti di utopia vivono già nel nostro presente,Ponte alle Grazie,2013

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